La lettura de Gli anni perduti mi ha portata a continuare, con il volume delle opere di Brancati in mano, per rileggere il romanzo che segue, Don Giovanni in Sicilia. Rilettura che ho fatto, appunto, con una maggior conoscenza di Catania e dei catanesi.
Ritengo che l'ultimo capitolo di Don Giovanni in Sicilia sia una delle più belle e perfette conclusioni di romanzo; memorabile (e intendo dire appunto che la ricordavo chiaramente, io che del resto del libro, con la mia memoria labile, non rammentavo molto) e tangibile, per la concretezza di oggetti e sensazioni tattili che circondano il personaggio e il lettore, chiude perfettamente il cerchio aureo del romanzo.
29 dicembre 2011
23 dicembre 2011
Gli anni perduti
Brancati è forse per me l'autore perfetto: abbastanza lontano nel tempo e nello spazio, e nel suo essere un autore dal punto di vista interamente e completamente maschile (potremmo dire che è l'esatto opposto di Jane Austen: entrambi esempio di una società basata sulla rigida separazione dei sessi); e al tempo stesso, per tanti motivi, Brancati è vicinissimo alle persone che ho amato e amo con i legami più stretti, e quindi a me.
20 dicembre 2011
Il grande Gatsby
Il grande Gatsby lo leggerò, lo rileggerò, lo riascolterò. Tante volte, credo. Quel che resta di più è forse questa grande casa, rumorosa e silenziosa, con i libri nella meravigliosa biblioteca… i libri che sono l'unico vero contatto che si stabilisca tra un uomo e l'altro in modo duraturo, se di tanti uomini che la affollavano, l'unico che tornerà alla fine è proprio quello che era entrato nella biblioteca.
Ho iniziato l'ascolto del Grande Gatsby prima di vedere Midnight in Paris, dove Francis Scott Fitzgerald è tra i primi personaggi a presentarsi al protagonista. Mi sa che si è presentato anche a me, e che di lui non mi libererò tanto facilmente…
12 dicembre 2011
Tragedia a Oxford
Soffro pochissimo di dejà vu, ma mi capita a volte di avere un'impressione di dejà lu. È quel che mi è capitato con i primi tre capitoli di Tragedia a Oxford di John Cecil Masterman, che pure l'editore presenta come inedito in italiano, e tale in effetti risulta da una ricerca sull'Opac del Servizio Bibliotecario Nazionale. L'avrò letto in sogno? Possibile. In inglese? Non mi pare. Ci sarà un altro giallo che inizia in modo preoccupantemente simile? Possibile anche questo, ma… quale tra i tanti che ogni anno leggo?
La sensazione è comunque svanita presto, nella lettura veloce di un giallo "classico" inglese, di quella serie che al villaggio sostituisce un particolare tipo di habitat, quello universitario (in questo caso Oxford): un mondo dove ai cottage si sostituisce una gigantesca turris eburnea, descritta dal narratore, il professor Winn, tipico esempio dell'isolamento dello studioso, del suo attaccarsi da un lato ai privilegi di quest'isolamento, dall'altro ad ogni segno di umanità che vi si appare e si mostra (la pagina che descrive la sua attesa di una mano che bussa alla sua porta, e di come dal bussare cerchi di capire il carattere di chi giunge, ne è un esempio lampante). Bellissima quindi la scelta di una finestra gotica ad illustrare la copertina, per rendere insieme la bellezza e la freddezza di questo mondo intellettuale.
E non è un caso se l'investigatore è un esterno, un professore viennese che viene a portare calore e umanità in questo mondo di solitudini.
La sensazione è comunque svanita presto, nella lettura veloce di un giallo "classico" inglese, di quella serie che al villaggio sostituisce un particolare tipo di habitat, quello universitario (in questo caso Oxford): un mondo dove ai cottage si sostituisce una gigantesca turris eburnea, descritta dal narratore, il professor Winn, tipico esempio dell'isolamento dello studioso, del suo attaccarsi da un lato ai privilegi di quest'isolamento, dall'altro ad ogni segno di umanità che vi si appare e si mostra (la pagina che descrive la sua attesa di una mano che bussa alla sua porta, e di come dal bussare cerchi di capire il carattere di chi giunge, ne è un esempio lampante). Bellissima quindi la scelta di una finestra gotica ad illustrare la copertina, per rendere insieme la bellezza e la freddezza di questo mondo intellettuale.
E non è un caso se l'investigatore è un esterno, un professore viennese che viene a portare calore e umanità in questo mondo di solitudini.
6 dicembre 2011
Agatha Raisin e la giardiniera invasata
Tra le tante avventure seriali "gialle" quelle di Agatha Raisin sono, nel corso dell'ultimo anno, tra le più divertenti e appassionanti. L'allusione al giallo classico inglese è evidente dalla scelta dell'ambientazione in un villaggio con feste di beneficenza, gare di cucina e giardinaggio, pastore e moglie del pastore, ma anche dal nome della protagonista: Agatha come la grande Christie, Raisin cioè con un nome di frutta in francese, così come il cognome del personaggio della Christie, Poirot, alludeva al poireau, cioè al porro.
Dopo la quiche letale e il veterinario crudele, la nostra Agatha, che è una donna cinica e arrivista ma anche sentimentale e ingenua, deve affrontare il problema della giardiniera invasata.
Già parlando di Il libro di Miss Buncle avevo confessato la mia predilezione per la casa editrice Astoria: ora la confermo, e mi metto in attesa di nuovi libri, per esempio Britannia Mews, annunciato tra le prossime uscite. E ovviamente, voracemente, delle avventure della nostra Agatha.
Dopo la quiche letale e il veterinario crudele, la nostra Agatha, che è una donna cinica e arrivista ma anche sentimentale e ingenua, deve affrontare il problema della giardiniera invasata.
Già parlando di Il libro di Miss Buncle avevo confessato la mia predilezione per la casa editrice Astoria: ora la confermo, e mi metto in attesa di nuovi libri, per esempio Britannia Mews, annunciato tra le prossime uscite. E ovviamente, voracemente, delle avventure della nostra Agatha.
Fine della trasmissione
Per dovere di cronaca non posso non inserire anche questo Giallo Mondadori, ma è stata veramente una lettura "riempitivo". Un giallo senza nulla di eccezionale, con tanti colpi di scena, ma di quel genere tipicamente americano, con molti personaggi stereotipati e poche celluline grigie. Anche rispetto a La vittima è in incognito è meno interessante e riuscito, dato che del mondo della radio fa vedere davvero molto poco. Tra l'altro quando l'eroe è una bella ragazza la tensione nel momento in cui è sola con l'assassino è maggiore che quando il protagonista investigatore o altro (in questo caso fotografo) sta per beccarsi un colpo in testa… Misteri delle differenze di genere nei generi letterari.
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