Tra le tante avventure seriali "gialle" quelle di Agatha Raisin sono, nel corso dell'ultimo anno, tra le più divertenti e appassionanti. L'allusione al giallo classico inglese è evidente dalla scelta dell'ambientazione in un villaggio con feste di beneficenza, gare di cucina e giardinaggio, pastore e moglie del pastore, ma anche dal nome della protagonista: Agatha come la grande Christie, Raisin cioè con un nome di frutta in francese, così come il cognome del personaggio della Christie, Poirot, alludeva al poireau, cioè al porro.
Dopo la quiche letale e il veterinario crudele, la nostra Agatha, che è una donna cinica e arrivista ma anche sentimentale e ingenua, deve affrontare il problema della giardiniera invasata.
Già parlando di Il libro di Miss Buncle avevo confessato la mia predilezione per la casa editrice Astoria: ora la confermo, e mi metto in attesa di nuovi libri, per esempio Britannia Mews, annunciato tra le prossime uscite. E ovviamente, voracemente, delle avventure della nostra Agatha.
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6 dicembre 2011
23 ottobre 2011
Il libro di Miss Buncle
«L'argomento era insolito e intrigante. Mr Abbott non aveva mai letto prima d'ora un romanzo che parlasse di una donna che aveva scritto un romanzo su una donna che aveva scritto un romanzo – era come una cifra decimale periodica, pensò, o forse più come una prospettiva di specchi tipo quelli usati dai sarti, in cui la donna e il suo romanzo si riflettevano l'uno nell'altro all'infinito. Venivano le vertigini a seguire troppo questo pensiero, ma non c'era bisogno di farlo, a meno di volerlo, naturalmente».
Mr Abbott ha ragione, nello specchio del sarto la donna e il romanzo si riflettono ancora una volta. Perché anche Miss Buncle, come la protagonista del libro da lei scritto, è il personaggio di un romanzo scritto da una donna… come da una donna sono scritti quasi tutti i libri pubblicati dalla casa editrice Astoria, che negli ultimi mesi ho scelto sempre più spesso.
Noto che, bizzarramente, sono passata dal maggiore Pettigrew a Miss S. a Miss Buncle, se non l'avessi già letto ora toccherebbe a Gli anni fulgenti di Miss Brodie di Muriel Spark.
Miss Buncle vive anche lei, come il maggiore Pettigrew, in un piccolo villaggio inglese. Ed è proprio quel mondo, il mondo delle patronesse patroneggianti e delle anziane signore e signorine che si alzano presto per curare il giardino o tardi per accalappiare un uomo, che Miss Buncle ritrae nel suo romanzo, che si intitola Disturbatore della quiete pubblica. Il problema, però, è che il romanzo è più un ritratto che un'opera di finzione, e i suoi personaggi ci si riconoscono, e scatenano una caccia al misterioso John Smith dietro il quale si cela l'autore.
Un libro divertente con un forte sapore degli anni Trenta, così diversi e così simili alla nostra epoca: un momento di crisi in cui è proprio il bisogno economico a spingere Barbara Buncle a scrivere un romanzo, prima che la scrittura diventi una passione irrefrenabile.
Unica pecca dell'edizione italiana, che pure ha il merito di far conoscere un libro delizioso: la scelta di tradurre in italiano alcuni (non tutti) i nomi dei personaggi. Francamente l'effetto è fastidioso e guasta un poco il piacere della lettura.
Mr Abbott ha ragione, nello specchio del sarto la donna e il romanzo si riflettono ancora una volta. Perché anche Miss Buncle, come la protagonista del libro da lei scritto, è il personaggio di un romanzo scritto da una donna… come da una donna sono scritti quasi tutti i libri pubblicati dalla casa editrice Astoria, che negli ultimi mesi ho scelto sempre più spesso.
Noto che, bizzarramente, sono passata dal maggiore Pettigrew a Miss S. a Miss Buncle, se non l'avessi già letto ora toccherebbe a Gli anni fulgenti di Miss Brodie di Muriel Spark.
Miss Buncle vive anche lei, come il maggiore Pettigrew, in un piccolo villaggio inglese. Ed è proprio quel mondo, il mondo delle patronesse patroneggianti e delle anziane signore e signorine che si alzano presto per curare il giardino o tardi per accalappiare un uomo, che Miss Buncle ritrae nel suo romanzo, che si intitola Disturbatore della quiete pubblica. Il problema, però, è che il romanzo è più un ritratto che un'opera di finzione, e i suoi personaggi ci si riconoscono, e scatenano una caccia al misterioso John Smith dietro il quale si cela l'autore.
Un libro divertente con un forte sapore degli anni Trenta, così diversi e così simili alla nostra epoca: un momento di crisi in cui è proprio il bisogno economico a spingere Barbara Buncle a scrivere un romanzo, prima che la scrittura diventi una passione irrefrenabile.
Unica pecca dell'edizione italiana, che pure ha il merito di far conoscere un libro delizioso: la scelta di tradurre in italiano alcuni (non tutti) i nomi dei personaggi. Francamente l'effetto è fastidioso e guasta un poco il piacere della lettura.
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