
Questo blog è nato dall'abitudine, che ho avuto per molti anni e ancora ho, anche se non sempre con costanza, di appuntare su un quadernetto i libri che vado leggendo. Quadernetto sempre della stessa serie, sempre in carta di Firenze, e se possibile acquistato appunto a Firenze, da
Giulio Giannini. Anche se solo il primo si intitolava "Libri che ho letto", e gli altri recano in copertina "Libri che devo leggere", scritta che ogni volta ho corretto. Se dovessi tenere conto dei libri da leggere, non finiremmo più, e poi si tratta di libri che
vorrei leggere, il dovere con la lettura non ha nulla a che fare. Questo blog, dunque, è fin dal titolo una sorta di espansione virtuale di quel quadernetto, dove anziché limitarmi a un brevissimo appunto di commento (di solito "bello"/"noioso"/"in inglese"… e così via) ho più spazio, oltre alla possibilità di riprodurre la copertina. E dove, come in questo caso, posso inserire anche quello che non è un libro, ma un audiolibro.
Il grande Gatsby infatti non l'ho "letto", ma me lo sono fatto leggere, da Rolando Ravello per
"Ad alta voce". È la prima volta che ascolto per intero la lettura di un romanzo che non ho letto in precedenza, nella solitudine della carta stampata. E la mia conclusione è che l'approccio all'audiolibro, oltre che ovviamente per tutte quelle situazioni in cui la lettura non è fisicamente possibile, vada bene per due estremi: da un lato, come in questo caso, per quei capolavori che, comunque, prima o poi si rileggeranno e di nuovo si rileggeranno; dall'altro invece per una letteratura talmente di consumo che un supporto anch'esso volatile vada più che bene (ma in quel caso vale la pena di farne una lettura?). Per la maggior parte dei casi, per quei libri cioè che non si rileggeranno mai, ma che quell'unica lettura loro riservata la meritano piena, attenta, concentrata, l'audiolibro non va affatto bene.
Il grande Gatsby lo leggerò, lo rileggerò, lo riascolterò. Tante volte, credo. Quel che resta di più è forse questa grande casa, rumorosa e silenziosa, con i libri nella meravigliosa biblioteca… i libri che sono l'unico vero contatto che si stabilisca tra un uomo e l'altro in modo duraturo, se di tanti uomini che la affollavano, l'unico che tornerà alla fine è proprio quello che era entrato nella biblioteca.
Ho iniziato l'ascolto del
Grande Gatsby prima di vedere
Midnight in Paris, dove Francis Scott Fitzgerald è tra i primi personaggi a presentarsi al protagonista. Mi sa che si è presentato anche a me, e che di lui non mi libererò tanto facilmente…
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