28 ottobre 2011

La vittima è in incognito

Il fascino di La vittima è in incognito risiede, più che nell'intrigo giallo, nel ritratto della New York anni '40 che offre (ho letto il libro cercando sulla cartina della città le abitazioni dei personaggi) e in particolare del mondo della pubblicità, mondo del quale l'autrice faceva parte. Un mondo in cui le pubblicità erano disegnate su cartelloni da artisti che si erano arresi alle sirene del capitalismo, e gli slogan vi venivano aggiunti in bella grafia da giovani donne indipendenti ma non troppo, dato che si trovano comunque a subire le decisioni di fratelli traviati, mariti immersi nel lavoro, artisti (uomini) dal carattere imprevedibile.
In questo momento, in cui la serie Mad Men (ambientata negli anni sessanta) gode di grande successo, il giallo di Mary McMullen si propone come una lettura complementare.

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