19 ottobre 2011

Major Pettigrew's Last Stand

Uno dei posti migliori nei quali acquistare un libro, secondo me, è la libreria di una stazione o aeroporto (non sono a conoscenza, purtroppo, della presenza di librerie nei porti). Scegliere un libro in queste condizioni equivale a cercare un compagno di viaggio; anche se, come spesso mi accade, non si è in partenza se non per un banale tragitto metropolitano di una mezz'ora. Anche i percorsi brevi e ripetitivi, richiedono un compagno di viaggio sia fidato e divertente. Proprio in una delle mie librerie preferite, la libreria Librando dell'aeroporto di Catania, ho trovato Major Pettigrew's Last Stand di Helen Simonson, ed è stato amore a prima vista. Mi è piaciuta la copertina, il tema, il fatto che fosse consigliato da Alexander McCall Smith, il luogo soprattutto, quel villaggio inglese che è il rifugio preferito delle mie letture. E leggendo ho visto che in questo libro vi era, accanto al sapore tipicamente inglese, un pizzico di curry: optime!
Aver letto in inglese questo libro significa averne goduto tanti aspetti, a cominciare dal titolo: molto più di bello che non quello dell'editore italiano (non è affatto tranquilla la passione che anima il maggiore Pettigrew – nessuna passione può esserlo).
L'ultima resistenza del maggiore Pettigrew… un titolo che evoca Kipling o Conan Doyle, l'Inghilterra degli ultimi anni dell'impero. Ma la resistenza del maggiore è contro le brutture, quelle di ieri e quelle di oggi, appellandosi ai principi di dignità, onore e libertà che tanto spesso in ogni tempo sono stati e saranno trascurati.
Una storia bella, un luogo bello, diverse allusioni alla lana, tanti personaggi divertenti o toccanti. In particolare Grace, che fruga negli archivi del paese e programma una scappatina al negozio di lane The Ginger Nook (nome splendido).
E mi sono piaciute molto le pagine, di questo libro: i disegnini che affollano la copertina si ritrovano ad ogni inizio capitolo sopra il titolo, che sembra danzare, mentre delle foglioline grigio chiaro, come nei libri antichi, spuntano qui e là tra i paragrafi, e il titolo del libro, in cima ad ogni pagina dispari, è in simpatici caratteri sghembi.
Un bel libro, nel senso vero e antiquato del termine.

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