Un giallo dopo l'altro, è vero, ma un po' è il periodo (il lavoro e lo stress chiamano una lettura avvincente ma rapida e non impegnativa), un po' il fatto che io ne leggo comunque tantissimi, un po' la stagione fredda (e qui mento: d'estate direi che è una lettura tipicamente estiva, perché comoda da portare in viaggio o in spiaggia; e comunque non ho un camino accanto al quale leggere). Piuttosto devo notare che si tratta di un momento fortunato, dato che con i gialli capitano spesso delle fregature: anche La casa dei sette cadaveri infatti è di qualità veramente ottima, come Cerco me stesso (e non parliamo del libro che sto leggendo in questo momento).
Un autore inglese classico, del quale ho già letto Sotto la neve (sempre pubblicato da Polillo nella collana "I bassotti"). Anche se pubblicato nel 1939, lo stile di questo romanzo lo colloca nella fase "post Conan Doyle - pre Agatha Christie" della storia del giallo inglese.
Se dovessi scegliere un sottotitolo per questo giallo, direi "L'importanza di essere un gentiluomo inglese". Spero con questo di non svelare nulla a chi non ha letto il libro, e di far notare invece qualcosa a chi l'ha letto, ma distrattamente.
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