28 ottobre 2011

La vittima è in incognito

Il fascino di La vittima è in incognito risiede, più che nell'intrigo giallo, nel ritratto della New York anni '40 che offre (ho letto il libro cercando sulla cartina della città le abitazioni dei personaggi) e in particolare del mondo della pubblicità, mondo del quale l'autrice faceva parte. Un mondo in cui le pubblicità erano disegnate su cartelloni da artisti che si erano arresi alle sirene del capitalismo, e gli slogan vi venivano aggiunti in bella grafia da giovani donne indipendenti ma non troppo, dato che si trovano comunque a subire le decisioni di fratelli traviati, mariti immersi nel lavoro, artisti (uomini) dal carattere imprevedibile.
In questo momento, in cui la serie Mad Men (ambientata negli anni sessanta) gode di grande successo, il giallo di Mary McMullen si propone come una lettura complementare.

23 ottobre 2011

Il libro di Miss Buncle

«L'argomento era insolito e intrigante. Mr Abbott non aveva mai letto prima d'ora un romanzo che parlasse di una donna che aveva scritto un romanzo su una donna che aveva scritto un romanzo – era come una cifra decimale periodica, pensò, o forse più come una prospettiva di specchi tipo quelli usati dai sarti, in cui la donna e il suo romanzo si riflettevano l'uno nell'altro all'infinito. Venivano le vertigini a seguire troppo questo pensiero, ma non c'era bisogno di farlo, a meno di volerlo, naturalmente».
Mr Abbott ha ragione, nello specchio del sarto la donna e il romanzo si riflettono ancora una volta. Perché anche Miss Buncle, come la protagonista del libro da lei scritto, è il personaggio di un romanzo scritto da una donna… come da una donna sono scritti quasi tutti i libri pubblicati dalla casa editrice Astoria, che negli ultimi mesi ho scelto sempre più spesso.
Noto che, bizzarramente, sono passata dal maggiore Pettigrew a Miss S. a Miss Buncle, se non l'avessi già letto ora toccherebbe a Gli anni fulgenti di Miss Brodie di Muriel Spark.
Miss Buncle vive anche lei, come il maggiore Pettigrew, in un piccolo villaggio inglese. Ed è proprio quel mondo, il mondo delle patronesse patroneggianti e delle anziane signore e signorine che si alzano presto per curare il giardino o tardi per accalappiare un uomo, che Miss Buncle ritrae nel suo romanzo, che si intitola Disturbatore della quiete pubblica. Il problema, però, è che il romanzo è più un ritratto che un'opera di finzione, e i suoi personaggi ci si riconoscono, e scatenano una caccia al misterioso John Smith dietro il quale si cela l'autore.
Un libro divertente con un forte sapore degli anni Trenta, così diversi e così simili alla nostra epoca: un momento di crisi in cui è proprio il bisogno economico a spingere Barbara Buncle a scrivere un romanzo, prima che la scrittura diventi una passione irrefrenabile.
Unica pecca dell'edizione italiana, che pure ha il merito di far conoscere un libro delizioso: la scelta di tradurre in italiano alcuni (non tutti) i nomi dei personaggi. Francamente l'effetto è fastidioso e guasta un poco il piacere della lettura.

19 ottobre 2011

Miss S

Fastidiosi dettagli fisici di un libro che possono rovinarmene la lettura: una copertina rigida, che lo rende pesante da leggere a letto; se c'è anche una sovracoperta ballerina, il disagio è doppio; l'uso per il titolo e il nome dell'autore di soli caratteri minuscoli, soprattutto quando il nome dell'editore è invece tutto in maiuscole; l'uso di un carattere troppo grande (ma su questo punto sto già iniziando a ricredermi, e tra qualche anno avrò decisamente cambiato idea). Purtroppo Miss S di Cathleen Schine nell'edizione italiana si ritrova carica di tutti questi difetti… peccato, perché è una lettura veloce (fino a che il polso del lettore reclino non cede sotto il peso del libro, che pure è di sole 164 pagine) e gradevole. Miss S è, in origine, un feuilleton pubblicato a puntate che ripropone ai lettori di La lettera d'amore il personaggio acido di Miss Skattergoods. Io non ho letto La lettera d'amore, ho solo visto il film, e nemmeno dall'inizio. Però Skat è simpatica, e qui è nel ruolo della tipica vecchietta da giallo, quella che sembra un po' svanita ma alla fine risolve il caso.
Perché c'è un caso, un omicidio, in questo libro in cui tutti hanno un segreto. La vittima è un critico pungente e viscido che annega mentre si reca ad una residenza per artisti ospitata sull'isola di proprietà di un ricco benefattore.
La cosa più divertente è la descrizione dei vari artisti e dei loro "progetti". Una lettura che, una volta in edizione tascabile, sarà sicuramente più godibile.

P. S. E anche qui si lavora tanto a maglia… anche in miniatura.

Major Pettigrew's Last Stand

Uno dei posti migliori nei quali acquistare un libro, secondo me, è la libreria di una stazione o aeroporto (non sono a conoscenza, purtroppo, della presenza di librerie nei porti). Scegliere un libro in queste condizioni equivale a cercare un compagno di viaggio; anche se, come spesso mi accade, non si è in partenza se non per un banale tragitto metropolitano di una mezz'ora. Anche i percorsi brevi e ripetitivi, richiedono un compagno di viaggio sia fidato e divertente. Proprio in una delle mie librerie preferite, la libreria Librando dell'aeroporto di Catania, ho trovato Major Pettigrew's Last Stand di Helen Simonson, ed è stato amore a prima vista. Mi è piaciuta la copertina, il tema, il fatto che fosse consigliato da Alexander McCall Smith, il luogo soprattutto, quel villaggio inglese che è il rifugio preferito delle mie letture. E leggendo ho visto che in questo libro vi era, accanto al sapore tipicamente inglese, un pizzico di curry: optime!
Aver letto in inglese questo libro significa averne goduto tanti aspetti, a cominciare dal titolo: molto più di bello che non quello dell'editore italiano (non è affatto tranquilla la passione che anima il maggiore Pettigrew – nessuna passione può esserlo).
L'ultima resistenza del maggiore Pettigrew… un titolo che evoca Kipling o Conan Doyle, l'Inghilterra degli ultimi anni dell'impero. Ma la resistenza del maggiore è contro le brutture, quelle di ieri e quelle di oggi, appellandosi ai principi di dignità, onore e libertà che tanto spesso in ogni tempo sono stati e saranno trascurati.
Una storia bella, un luogo bello, diverse allusioni alla lana, tanti personaggi divertenti o toccanti. In particolare Grace, che fruga negli archivi del paese e programma una scappatina al negozio di lane The Ginger Nook (nome splendido).
E mi sono piaciute molto le pagine, di questo libro: i disegnini che affollano la copertina si ritrovano ad ogni inizio capitolo sopra il titolo, che sembra danzare, mentre delle foglioline grigio chiaro, come nei libri antichi, spuntano qui e là tra i paragrafi, e il titolo del libro, in cima ad ogni pagina dispari, è in simpatici caratteri sghembi.
Un bel libro, nel senso vero e antiquato del termine.